In vista di una vera rinascita post Covid, a Tresana arriva “Il vero villaggio di Babbo Natale” al parco Fiera di Barbarasco.
Sarà allestito nello storico castagneto del Parco Fiera di Barbarasco a Tresana, ed aprirà le porte in tre giornate di dicembre:
- mercoledì 8
- domenica 12
- domenica 18
Mamme, babbi e nonni non perdetevi questi eventi perché parliamo dell’unico e vero ” villaggio di Babbo Natale”, organizzato dalle associazioni Pro Loco Tresana e Le mie Radici , e con la collaborazione di numerosi volontari che stanno lavorando incessantemente da settimane.
Perché va bene per i bambini credere in Babbo Natale
Molti bambini oggi conoscono Babbo Natale come quell’uomo allegro in rosso che consegna regali ai bambini alla vigilia di Natale. Ma la leggenda di Babbo Natale risale a centinaia di anni fa a un monaco di nome San Nicola.
I resoconti popolari dicono che San Nicola diede via la sua eredità e viaggiò per le campagne per aiutare i poveri e i malati.
Divenne noto come il protettore dei bambini e fu ammirato per la sua gentilezza.
Sebbene l’idea di un uomo che vola in tutto il mondo in una slitta guidata da renne volanti sia umanamente impossibile, la magia di Babbo Natale è una tradizione di lunga data.
Per molte famiglie, incorporare le tradizioni di Babbo Natale nelle loro celebrazioni natalizie crea esperienze gioiose e divertenti. Fornisce anche opportunità per condividere credenze e giochi, rivivere e condividere ricordi d’infanzia e incoraggiare l’empatia, la gentilezza e la generosità.
Credere in Babbo Natale può anche giovare allo sviluppo dei bambini come strada per la creatività, l’immaginazione e il gioco.
Ci sono modi appropriati per lo sviluppo per rispondere in modo sensibile e onesto alle domande di tuo figlio su di lui.

Terre di Lunigiana, Barbarasco: perché visitare questi luoghi
L’infanzia è magica
Durante l’infanzia, l’immaginazione offusca il confine tra fantasia e realtà, rendendo più facile per i bambini credere.
L’idea di credere senza vedere è fondamentale per essere umani, molto tempo dopo la fine delle credenze di Babbo Natale. I nostri cervelli sono cablati per collegare i punti al fine di spiegare perché le cose accadono e perché sono così come sono.
Non perdetevi il Villaggio a Barbarasco, nella splendida Lunigiana!
Sede comunale dal 1818, Barbarasco era parte del marchesato di Tresana dei Malaspina di Mulazzo discendenti da Corrado l’Antico. Estintosi il ramo nel 1652 con Guglielmo III, morto senza eredi, il feudo venne acquistato pochi anni dopo, nel 1660, da Bartolomeo Corsini, della nobile famiglia fiorentina che lo tenne fino all’arrivo di Napoleone.
Il primo marchese Corsini, Bartolomeo III, fu l’unico ad occuparsi del feudo, con la costruzione di una fornace per cuocere laterizi proprio a Barbarasco e della nuova chiesa, che gli diede non pochi problemi per la decisione di edificarla ex-novo, senza ristrutturare il vecchio edificio religioso, che aveva di fianco la canonica del parroco, posto fuori dal paese. Bartolomeo III volle infatti che la nuova chiesa fosse innalzata davanti alla loro residenza di Barbarasco. Dopo di lui, gli altri marchesi discendenti decisero di continuare a vivere a Firenze, nominando un vicario per il feudo.
La nuova chiesa, sempre dedicata a San Quirico e Giulitta, in stile barocco fu iniziata nel 1769 ed ultimata nel 1784. Conserva la facciata intonacata, caratterizzata da due curiose coppie di paraste giganti, oculo circolare nel mezzo e una scultura in marmo raffigurante un martire sottoposto al supplizio della cottura sopra il fregio.
Conserva all’interno altari di pregevole fattura, il tabernacolo in marmi rossi mischi e bianchi, a forma di tempietto coperto a calotta e il coro ligneo. Il campanile fu costruito molto tempo dopo nel 1831 e terminato nel 1833.