Campi Bisenzio: cosa vedere, attrazioni e cosa fare
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*immagine per gentile concessione di Wikipedia*

Campi Bisenzio è situata nella piana tra Prato e Firenze da cui dista 6 km, lambita dal fiume Bisenzio, si sviluppa intorno all’anno 1000 attorno alla Pieve di Santo Stefano.

Oggi sentite parlare di Campi Bisenzio a causa del caso della GKN Driveline, azienda di componenti per l’industria automobilistica di proprietà del fondo britannico Melrose, che ha annunciato nei giorni scorsi la chiusura del proprio stabilimento di Campi Bisenzio e il licenziamento – comunicato via email – di tutti i 442 dipendenti.

Al di fuori di tale problema, che non fa parte del nostro ambito ma lasciamo a chi di competenza, parliamo della cittadina di cui tanto si discute in questi giorni: Campi Bisenzio.

Cosa vedere a Campi Bisenzio e dintorni

  • la Rocca, il Palazzo Pretorio abbellito all’interno da affreschi trecenteschi e all’esterno dagli stemmi di famiglia dei Podestà.
  • Sono presenti anche luoghi di interesse naturalistico come il Parco Chico Mendes di San Donnino, l’Oasi degli Stagni di Focognano ed il Parco Urbano di Villa Montalvo.

Campi Bisenzio è un comune di modesta grandezza, non particolarmente turistico e di fama, offuscato dalle città più grandi di Prato e Firenze, sue vicine, ma non si può negare che sia un comune invece ma particolarmente vivace.
Le attività industriali e centri commerciali che hanno sede a Campi sono di notevole importanza e molteplici, come la famosa Asmana, ma al di fuori del “lavoro”, il piccolo centro storico contiene alcuni edifici storici e religiosi di pregio come il Palazzo del Podestà (XIII° secolo), la Rocca Strozzi e le mura castellane del XIV° secolo.
Da segnalare anche l’incantevole Chiesa di San Giovanni Battista, opera dell’architetto G. Michelucci, la Villa  Montalvo, con significativi affreschi, e due grandi parchi.

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Il territorio ha subito nel tempo numerosi cambiamenti. Inizialmente fu podesteria, entità amministrativa creata da Firenze alla fine del XIV° secolo e basata sull’organizzazione ecclesiastica e così rimase fino al 1774, quando, con la riforma amministrativa del Granduca Pietro Leopoldo Asburgo Lorena, quando fu decisa la soppressione delle istituzioni medievali e una riduzione del numero delle ex leghe e podesterie, ribattezzate “comunità”.

La nuova entità di Campi Bisenzio si allarga così con l’annessione dei territori limitrofi. Era una circoscrizione molto ampia e di difficile gestione, che univa assieme popolazioni e territori che spesso non avevano nulla in comune. Nel 1808, durante il governo filo-francese della Toscana, l’area fu suddivisa in quattro porzioni e Campi assunse i confini attuali.

Per il resto il territorio seguì le sorti del Granducato di Toscana fino all’Unità d’Italia.

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foto presa da Toscana Ovunque Bella

Piatti tipici

  • Pecora alla campigiana
  • Papero ripieno
  • Ranocchi fritti all’uovo
  • Cielo stellato
  • Campigiana (dolce di forma tonda, ripieno di crema pasticciera)

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