Santa Fiora in Maremma Toscana: cosa vedere
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C’è qualcosa di irresistibile e affascinante in Santa Fiora. Non è grande, né è sede di una grande storia o di una serie di tesori storici inestimabili, ma è una città che si attiene a tradizioni semplici e genuine e al giorno d’oggi è incredibilmente attraente.

Santa Fiora circonda un piccolo laghetto artificiale, dimora di una grande famiglia di anatre e cigni che trascorrono le loro giornate alla ricerca delle briciole lasciate dai premurosi abitanti del posto.
Lo stagno dona al paese un clima alpino di cui è difficile non innamorarsi, soprattutto quando è coronato da umili case in pietra, vecchie di secoli e affollate intorno a chiese medievali e piazze neoclassiche.

Il turismo, non importa quanto sia abbondante, e in estate Santa Fiora può essere quasi invasa dai turisti in cerca di un po’ di relax e benessere, ma questo non lascia che Santa Fiora perda il suo fascino.

La gente del posto è ancora gente di una piccola città che vive della terra, che produce formaggi e salumi secondo ricette tramandate di generazione in generazione. Il pane qui è sempre fresco e le verdure sempre di stagione.

Le chiese modeste ma belle e i monumenti a volte troppo grandiosi per una cittadina così piccola sono accuratamente conservati come ricordi del passato e quasi ogni mese la città si riunisce per celebrare sagre e festival con deliziosi cibi fatti in casa e adeguatamente figure religiose onorate.

Ma non lasciarti ingannare da questa modestia. Santa Fiora è infatti citata nella Divina Commedia di Dante Alighieri come importante città medievale governata dalla potente famiglia degli Aldobrandeschi. Quindi ovviamente ha esercitato un po’ di potere prima o poi!

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Santa Fiora Maremma cosa vedere

Il paese è un gioiellino, non a caso si trova nella lista dei Borghi più belli d’Italia. Siamo in provincia di Grosseto e questa rara bellezza nella Maremma toscana, trasformandosi in un’importante meta per tutti i turisti e non solo che vogliono immergersi in un clima antico in questa zona toscana.

Il centro storico di Santa Fiora è infatti un ritorno al medioevo con le sue strette viuzze e vicoli che rendono ancora più suggestivo e bello scoprire questo minuscolo angolo di paradiso.

Il terziere di Castello è dove si potranno ammirare i resti delle fortificazioni aldobrandesche.
Arrivando in piazza Garibaldi nel centro di Santa Fiora, si affaccia un panorama sul paesaggio intorno che è spettacolare: qui inoltre la torre dell’Orologio e il Palazzo dei conti Sforza Cesarini, completano la cronice, quest’ultimo è sede del Comune.
All’interno poi troverai il museo delle miniere di mercurio del Monte Amiata, infatti i minatori furono l’anima di questo borgo e in generale della zona dell’Amiata.

Tra le altre cose da non perdere a Santa Fiora c’è la pieve delle Sante Flora e Lucilla, la più importante chiesa del paese. Qui la collezione di robbiane e le opere d’arte di terracotta di Andrea della Robbia, ancora vividi con i colori brillanti, sono una vera chicca e arricchimento d’orgoglio per Santa Fiora.
Delle mura che un tempo circondavano il terziere di Castello rimane poco, eppure la chiesa della Madonna delle Nevi, nata sopra la sorgente del fiume Fiora, permette di vedere all’interno lo scorrere lento del fiume dal pavimento in vetro dell’edificio.

Dirigetevi adesso a la Peschiera: un parco ma anche un giardino rinascimentale voluto ed eretto dagli Sforza, dove una volta venivano allevate le trote.
Il Monte Amiata è perfetto per chi ama il trekking, immergendosi nella natura con i percorsi escursionistici perfetti sia per i più esperti che per i principianti.

Ai piedi del Monte Calvo vi addentrerete nella Riserva naturale provinciale Bosco della SS. Trinità, siamo in una zona protetta dove potete passeggiare tra abeti bianchi e i castagneti e dove emerge imponente il Convento della SS. Trinità, eretto sempre grazie agli Sforza e nato per festeggiare la sua vittoria contro un pericolosissimo drago, incubo degli abitanti. 

La leggenda è ricca di misteri, ma dopotutto il dubbio sull’esistenza del drago rimane, visto che l’interno di questa splendida chiesa conserva ancora metà della testa della mitologica creatura.

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