Pistoia: dove e come trascorrere un weekend
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Plauto descrisse gli abitanti della città di Pistoia “pistores” che vuol dire “impastatori di pane” e una leggenda narra che se segui le briciole di pane come Pollicino arrivi proprio nella città toscana.
Pare proprio infatti, che il nome della città dipenda dai molteplici forni, chiamati “pistoria”, di cui la città era piena e utilizzati in epoca romana per l’approvvigionamento dei militari.
Se giri per Pistoia, nonostante siano passati più di 2000 anni, troverai ancora tra i panettieri di Pistoia, chi racconterà questa storia ai turisti pur non essendo l’unica curiosità della città a intrigare.

Un’altra storia infatti è legata agli originalissimi nomi delle vie del centro di Pistoia legate allora alla storia di questa città. Come quella sulla via Abbi Pazienza, si dice che questo nome a questa strada sia dovuto all’assassinio commesso per errore, di un uomo da parte della famiglia avversaria e che poi, comprendendo l’errore abbia chiesto scusa con la frase “Abbi pazienza”.
Per non parlare del vicolo dei Fuggiti, dietro il tribunale il cui nome deriva da quelli che sfuggivano dalla giustizia. Mentre via delle Pappe, è perché qui venivano gettati gli avanzi dei pasti serviti all’Ospedale del ceppo, tra l’altro un posto assolutamente da non perdere.
Tutto il centro storico di Pistoia è ricco di vie dai nomi più strani e particolari, ogni strada quindi vuole raccontare una storia.

Già solo questo potrebbe essere un motivo per cui consigliamo moltissimo girovagare per il paese a piedi e lasciare che Pistoia si scopra passo dopo passo, se non l’avete ancora fatto è un modo per vivere questa città toscana.

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Appena si arriva a Pistoia, sembra di essere a Firenze

La grande cupola della Cattedrale domina sui tetti della città, con i suoi colori predominanti del bianco e verde e del suo stile romanico fiorentino: anche a Pistoia c’è il Battistero ottagonale, le grandi piazze e i vicoli stretti. Ecco perché si dice che in un primo momento sembra di essere a Firenze e non a Pistoia.

Ovviamente sembra, ma non sono affatto uguali. Una mini-Firenze? Non proprio. E’ mini si, perché il capoluogo toscano è molto più grande, qui siamo invece in una città a misura d’uomo.
Se poi ti rechi all’esterno dall’ufficio del turismo, su un pannello di legno, troverai tutte ì le visite guidate, gratuite e non, per i turisti, sono scritte a mano, facendoti fare un tuffo nel passato.

Pistoia la puoi vedere semplicemente in un weekend, la puoi vivere a piedi, entrare e visitare chiese, musei, antiche vestigia e anche la parte sotterranea della città.
Una volta aveva tre cinte murarie che la circondavano: veniva eretto un nuovo muro via via che la conquistavano, una cinta più ampia, più alta e più forte agli invasori.
Noterete questo visitando i sotterranei della città, visibili entrando nel museo archeologico che si trova all’interno di Palazzo dei Vescovi in piazza del Duomo o dai tunnel che sono sotto l’ospedale.

La Piazza del Duomo è la principale, intorno ci sono tutti gli edifici storici principali: il Palazzo Comunale, la Cattedrale di San Zeno, il Palazzo dei Vescovi, il Battistero e la torre campanaria.
Per una vista di Pistoia dall’alto, cercate di salire i 200 gradini del campanile: da lassù potete ammirare anche le montagne che la circondano, fino al celebre Abetone  – dove le piste sciistiche raggiungono i 2mila metri di altitudine – e, nelle giornate nitide, si riesce addirittura a vedere la cupola del Brunelleschi a Firenze.

La cattedrale è presente prima dell’anno Mille, è risulta essere un delizioso mix architettonico: perché contiene antiche strutture Romaniche, insieme a quelle Rinascimentali, Barocche, cinquecenteschi e ottocenteschi.
La parte più notevole si trova dentro la cattedrale però, parliamo dell’ altare d’argento dell’antica cappella dedicata a Santo Jacopo, che è il patrono di Pistoia.
Il Palazzo degli Anziani dove oggi c’è il Municipio, contiene anche il Museo civico, il primo museo della città, e il Battistero di San Giovanni in Corte è da sempre una delle massime espressioni del Gotico toscano.

Già prima l’abbiamo nominato: l’Ospedale del Ceppo, l’ex ospedale cittadino e costruito nel XIII secolo, ha questo caratteristico nome proprio a causa di un ceppo fiorito in inverno – pare per miracolo- e che sarebbe accompagnato anche da un’apparizione della Madonna, la quale indicava il luogo dove far nascere l’ospedale.
La loggia è decorata da un lungo fregio di terracotta ornato con figure a colori e invetriata: lavoro della famiglia Della Robbia nei primi del XVI secolo. Se volete riportarvi a casa un souvenir, potreste comprare una copia dei medaglioni di terracotta da appendere in casa.

Per gli appassionati d’arte, pensate solo che Pistoia nel 2017 è stata Capitale italiana della cultura. Diversi sono i musei della Fondazione Pistoia Musei che ha sempre un ricco programma di eventi tra mostre, conferenze, laboratori per adulti e bambini ed giornate come gli “Art happy hour”.

Ci sono poi i musei civici di Pistoia, ovvero il Museo Civico d’arte antica del Palazzo Comunale e il Museo dello Spedale del Ceppo, ed anche il Museo del Novecento e del Contemporaneo a Palazzo Fabroni e la casa-studio dell’artista pistoiese Fernando Melani.

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Oltre i musei: cose da non perdere a Pistoia

Per le famiglie sono indicati gli eventi e i tour sui treni storici, che portano a visitare ad esempio il Deposito Rotabili Storici, un museo a cielo aperto di macchine a vapore e treni d’epoca che vengono portati qui per la manutenzione. E poi è proprio da Pistoia che parte uno dei treni storici più famosi d’Italia, la Porrettana Express: una ferrovia transappenninica che attraversa appunto l’Appennino Tosco Emiliano passando per borghi, montagne, gallerie e ponti che sono un vero spettacolo, vi sembrerà di essere in un fil di una volta.

Pistoia è anche la culla del divertimento : da menzionare il Pistoia Blues Festival che si tiene ogni estate da più di 30 anni, un celebre e grande evento musicale in piazza del Duomo e che porta sul palco artisti di fama mondiale. Pearl Jam, Deep Purple, Zucchero, Sting… centinaia di famosissimi si sono esibiti su questo palcoscenico.

Da non dimenticare che Pistoia è anche nota come la “chocolate valley”, una zona toscana tra Pisa, Pistoia e Prato nota come la valle del cioccolato, famosa negli ultimi anni per lo sviluppo di industrie cioccolatiere di alta qualità e perché alcuni artigiani sono in grado di realizzare prodotti eccellenti a base di cacao rendendoli famosi in tutto il mondo.

Allora dovete entrare nella centralissima piazza San Francesco dove vi aspetta la cioccolateria Corsini che, da quasi un secolo produce, con sempre i soliti ingredienti di un tempo, i “confetti di Pistoia”.

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